La storia del Jazz

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La città di New Orleans, sul finire dell’800, era un insieme di popoli e razze. La tradizione vuole che in questa città sia nato il jazz. New Orleans costituì il centro cristallizzante delle tendenze e degli stilemi originari del jazz. Nelle sue strade, infatti, da sempre si potevano ascoltare canzoni popolari inglesi, danze spagnole, marcette alla francese, bande militari; oppure era molto frequente sentire nell’aria le più svariate linee melodiche uscire dalle diverse chiese cattoliche o battiste, metodiste o puritane: tutti questi suoni mescolati divennero ben presto patrimonio delle comunità nere che le eseguivano alla loro maniera, ricollegandole alle antiche tradizioni di derivazione africana.
Tutte queste forme ed insieme a queste i worksong che i neri cantavano nelle campagne durante il lavoro, gli spirituals nelle funzioni religiose, i blues, si riversarono tutte assieme nelle originarie e primitive forme del jazz. Per questo New Orleans rappresentò il centro di riferimento nel quale le varie tendenze della musica nera trovarono il loro sbocco naturale dove – elemento determinante – i primi veri professionisti del jazz trovarono numerose possibilità di occupazione.
Fino agli anni trenta i principali musicisti di jazz provenivano da New Orleans e la maggior parte di loro aveva iniziato lì la sua carriera musicale, anche se nessuno, ovviamente, è in grado di escludere che le cose che accadevano, ben documentate, nella città del sud non si riproponessero tali e quali in molte altre parti degli Stati Uniti. Lo stile di New Orleans nacque nello Storyville, il quartiere riservato alle case di tolleranza, che con i suoi innumerevoli locali costituiva un formidabile punto di ritrovo ed il trampolino di lancio per i diversi musicisti e cantanti; nelle strade della città, dove si esibivano le “bands” dei cortei funebri che accompagnavano i defunti al cimitero suonando musiche di circostanza e che tornavano in città suonando musiche colorite e allegre; durante i festeggiamenti del carnevale.
Lo stile di New Orleans è caratterizzato dall’esecuzione di linee melodiche improvvisate in collettivo su semplici e tradizionali progressioni armoniche, con la presenza centrale di tre strumenti tromba, trombone e clarinetto accompagnati da una sezione ritmica, che si inseguono in un alternarsi di elementi contrappuntisti che si innestano l’uno sull’altro

 

Sin dalle origini il jazz non è stato prerogativa dei neri. Già sul nascere, infatti, numerose “bands” bianche suonavano alla maniera di New Orleans. La mitica figura di Papa Jack Lane ci rivela, anzi, che erano frequenti le “gare” tra bands bianche e nere. Il modo di suonare dei bianchi era più razionale, più costruito, più individuale, anche se, in molti casi, meno spontaneo ed istintuale rispetto al modo di suonare dei neri. I bianchi del Dixieland rafforzarono la ricerca del suono pulito, la completezza e la linearità delle linee melodiche dell’improvvisazione, la riconoscibilità dei temi, la cantabilità degli a solo e, soprattutto, l’individualità e l’espressività del solista. Le orchestre come la Original Dixieland Jazz Band o New Orleans Rhythm la Kings si esibivano con regolarità nei grandi locali ed avevano più possibilità di quelle nere di accreditare l’immagine del jazz presso il grande pubblico. Con il termine Dixieland viene quindi definito il particolare modo di suonare lo stile New Orleans da parte dei bianchi.
Quando i confini tra bianchi e neri, almeno a livello musicale, si attenuarono, con la nascita delle bands miste, venne finalmente alla luce la vera peculiarità della musica jazz, ovvero il fatto di essere una musica nata dall’incontro di due diverse espressioni culturali americane, quella nera e quella bianca, nel cui tracciato si è sviluppata.

Un nome come Luis Armstrong non si può assolutamente omettere.

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Louis Daniel Armstrong, trombettista jazz, è uno dei massimi esponenti di questo genere di musica e colui che ha dato un’impronta del tutto nuova alla musica afroamericana. Per quanto concerne la sua nascita vi è un piccolo retroscena che definisce anche un piccolo giallo. Armstrong ha sempre dichiarato di essere nato il 4 luglio (giorno di festa nazionale negli Stati Uniti) del 1900 ma, in realtà, studi recenti hanno dimostrato che il grande trombettista è nato il 4 agosto del 1901.

Hello Dolly, Luis Armstrong

 

 

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